sabato 1 febbraio 2014

Scadenza del 17 febbraio 2014

I Ministri dell’Economia e del Lavoro hanno annunciato, in un comunicato stampa congiunto, il differimento al 16 maggio 2014 del termine di scadenza per il pagamento dell’autoliquidazione del premio INAIL a saldo 2013 e acconto 2014. Questo in quanto, la legge di stabilità (articolo 1, comma 128), ha ridotto per il 2014 i premi e i contributi a carico dei soggetti tenuti all’obbligo assicurativo per un importo complessivo di 1 miliardo di euro, in relazione all’andamento infortunistico aziendale. Pertanto, nella usuale scadenza del 16/2 in cui si effettua il versamento della quarta rata INPS (in questo caso 2013) nonchè il saldo INAIL anno precedente e l'acconto per l'anno in corso (totale o la prima di 4 rate in caso di richiesta di rateizzazione) quest'anno si verserà soltanto la rata INPS. Una apprezzabile iniziativa per dare respiro alle imprese con la speranza che la riduzione prevista del premio INAIL possa essere effettivamente incisiva e che, alla fine, non si trasformi in una mera trasposizione di una scadenza (per giunta, in caso di rateizzazione, con un minor numero delle rate stesse).

martedì 21 gennaio 2014

Mini IMU precisazioni

Per il giorno 24 gennaio 2014 è prevista la scadenza del versamento della cosidetta "mini IMU".
La prima domanda è: cosa è la mini IMU?
La mini IMU è un tributo dovuto sulla abitazione principale e sue pertinenze (C2-C6-C7 max una per categoria secondo le norme del regolamento in vigore nel 2012) in quanto nel 2013 è stato soppresso ma non completamente.

La seconda domanda è: quanto si paga?
Il pagamento dipende dall'aliquota deliberata dal Comune di residenza. I fondi resi disponibili a seguito delle manovre del governo consentono di coprire l'aliquota del 4 per mille e il 60% della differenza tra l'aliquota deliberata dal singolo Comune e l'aliquota base del 4 per mille. Quindi il pagamento dovuto dall'utente sarà pari al 40% della differenza di cui sopra. In pratica se il Comune per il 2013 ha deliberato l'aliquota del 5 per mille per l'abitazione principale, il contribuente dovrà versare il 40% dell' 1 per mille(5 meno 4).

La terza e più importante domanda è: in quali Comuni si paga?
Questa domanda che sembra la più difficile ha la risposta più  facile: basta vedere se il Comune ha deliberato un'aliquota più alta del 4 per mille per l'abitazione principale. Se lo ha fatto si dovrà valutare quanto pagare altrimenti se l'aliquota è rimasta il 4 per mille non si dovrà versare un solo centesimo a titolo di mini IMU.

Nello specifico, in Sardegna si pagherà solo nei seguenti Comuni:

Macomer, Luogosanto, Oristano Norbello, Nurallao, Teulada, Domusnovas, Giba, Alghero, Sassari, Ittiri, Ossi, Porto Torres, Benetutti.

Ribadisco....... negli altri Comuni non si versa la mini IMU.

giovedì 12 dicembre 2013

Scadenza IMU del 16/12/2013

Si rammenta che il 16/12 scadrà il termine per versare l'IMU senza incorrere in sanzioni. In particolare si rammenta che è stato soppresso l'obbligo del versamento per l'abitazione principale (comunemente definita "prima casa"). Ricordo che per abitazione principale si intende quella in cui il contribuente ha la residenza in quanto, non importa che il soggetto abbia la proprietà di un unica casa per definirla "prima casa" e quindi aver diritto a non pagare, ma deve necessariamente esserci residente. 
Definito questo, per tutti i fabbricati che non si configurano abitazione principale l'IMU a saldo dovrà essere versato entro il 16/12 considerando le aliquote deliberate dai singoli Comuni durante il 2013 e il versamento effettuato in acconto a giugno che poteva essere effettuato anche con riferimento alle aliquote 2012. Spetterà allo studio incaricato il conteggio dell'importo del saldo corretto.
Piccolo appunto riguardo l'abitazione principale e alla sua esclusione dal versamento IMU. Si parla di un possibile versamento al 16/01/2014 per i residenti nei Comuni che hanno deliberato una aliquota superiore allo 0,4 in quanto lo Stato ha la possibilità di coprire solo una quota dell'aumento (60%) e quindi i cittadini proprietari saranno chiamati a versare la differenza (40%). Alla data attuale non esiste una previsione legislativa in merito ma solo ipotesi giacchè il governo pare intenzionato a trovare circa 250 ml. di euro per evitare questo versamento entro la fine dell'anno. Se il governo non riuscisse emanerà adeguato provvedimento normativo e quindi si dovrà pagare.

Acconti 2013 precisazione.

Si precisa, in relazione al post precedente del 26/10, che gli acconti hanno subito realmente uno slittamento al 10/12 ma solo per i versamenti dovuti dalle società di capitale. Per tutti gli altri la scadenza è rimasta invariata.

martedì 26 novembre 2013

Versamento degli acconti 2013

Si comunica che alla data attuale (26/11/2013) non esiste alcuna fonte ufficiale che comunichi uno slittamento della data di scadenza del versamento degli acconti 2013 derivanti da Unico 2013, al 10/12/2013 come annunciato da fonti giornalistiche. Pertanto la scadenza resta fissata al consueto 30/11/2013 (che ricadendo di sabato consente il pagamento entro il 2/12/2013 senza incorrere in sanzioni). Se fonti ufficiali confermassero le "ipotesi" giornalistiche si provvederà a comunicarlo con post successivo.

domenica 17 novembre 2013

Rinvio spesometro 2012.

Con il comunicato stampa del 7 novembre 2013, l'Agenzia delle Entrate ha reso noto, in merito alla comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva relative all’anno 2012 (spesometro) che, pur restando le scadenze per l'invio fissate al 12 novembre 2013 (per chi effettua la liquidazione mensile) e al 21 novembre 2013 per tutti gli altri, il canale comunicativo Entratel rimarrà aperto fino al 31 gennaio 2014. Entro lo stesso termine si potranno inviare anche gli eventuali file che annullano o sostituiscono i precedenti invii. Lo stesso prolungamento temporale viene previsto anche per il Sid (sistema interscambio dati), il canale dedicato alla ricezione delle informazioni riguardanti i dati dei saldi e delle movimentazioni dei rapporti finanziari. In pratica si tratta di uno slittamento vero e proprio della scadenza perché, di fatto, le scadenze precedenti erano troppo ravvicinate rispetto alla ordinaria scadenza della liquidazione iva trimestrale (18/11), creando un superlavoro per gli studi concentrato in 9 giorni prima di chiudere uno dei periodi più intensi dell'anno con il ricalcolo degli acconti (a seguito della variazione dal 99 al 100 dell'IRPEF) previsto per il 2/12. Poi un attimo di respiro prima di cimentarsi con le nuove norme dell'Imu.

Acconti Irpef del 2 dicembre 2013

Ai fini del calcolo del secondo acconto delle imposte dirette, in scadenza il prossimo 2 dicembre (il 30 novembre quest'anno cade di sabato) occorre ricordare alcune recenti disposizioni che impattano sul periodo 2013, e quindi sul calcolo degli acconti. Prima fra tutte l'incremento delle percentuali applicabili in caso di utilizzo del metodo storico, per effetto dell'art. 11 del D.l. 76/2013. Per l'Irpef si passa dal 99% al 100%, e si tratta di un incremento a regime, mentre per l'Ires si passa dal 100 al 101%, con effetto solo sugli acconti 2013. I versamenti quindi saranno pari alla differenza fra l'acconto complessivamente dovuto e l'importo versato dell'eventuale prima rata. Sui maggiori importi dovuti, per effetto delle nuove percentuali, non dovranno essere corrisposti interessi. Si dovrà poi tener conto della stretta alla deducibilità dei costi auto, passata al 20%, e al 70% per le auto in uso promiscuo al dipendente. A favore del contribuente si dovrà considerare l'abbattimento dell'aliquota della cedolare secca, che passa dal 19 al 15%. Infine si dovrà considerare la nuova misura di tassazione per il triennio 2013-2015 per i redditi agricoli e dominicali, soggetti ad una "doppia" rivalutazione della rendita catastale: prima quella dell'80% o 70%, rispettivamente per il reddito dominicale e il reddito agrario, e poi una seconda del 15%, ad eccezione dei redditi provenienti da terreni agricoli, non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli Iap iscritti nella previdenza agricola, per i quali la rivalutazione è al 5 per cento.
Fonte: Il Sole 24 Ore